wp-l0gin.php: il file che imita wp-login.php
wp-l0gin.php non è un file di WordPress: il nome imita wp-login.php sostituendo la lettera i con uno zero, e nei casi trattati da WPsec.it è una webshell che dà all'attaccante accesso ai file del sito senza password. Il core di WordPress non contiene nessun file con quel nome, quindi la sua sola presenza è già una prova di compromissione.
Famiglia: Webshell mascherata da file di WordPress · Anche noto come: wp-l0gin, wp-1ogin.php, wp-log1n.php · Aggiornato il 30 agosto 2026
Le stringhe esatte
Se hai trovato una di queste stringhe sul tuo sito, sei nella pagina giusta.
wp-l0gin.phplock360.phpjp.phpext.php
Dove si trova
- Nella radice del sito, accanto ai file legittimi wp-login.php e wp-config.php
- Dentro wp-content/, wp-content/uploads/ o una cartella di plugin
- Elencato esplicitamente in un .htaccess che ne consente l'accesso pubblico
Cosa fa
- Espone un'interfaccia di gestione file raggiungibile da chiunque conosca l'URL, spesso protetta da una password dell'attaccante.
- Permette di caricare, modificare ed eseguire altri file: è il punto da cui l'infezione si ricostruisce dopo ogni pulizia parziale.
- Non lascia traccia nella dashboard di WordPress: non è un plugin, non è un utente, non compare in nessuna schermata di amministrazione.
Come verificare
Comandi di sola lettura: non modificano nulla. Sostituisci ESEMPIO.it con il tuo dominio ed esegui dalla radice del sito.
Cerca il file e le sue varianti in tutto il sito
find . -type f \( -name 'wp-l0gin*' -o -name 'lock360.php' -o -name 'jp.php' -o -name 'ext.php' \) -lsConfronta il core con quello ufficiale: elenca ogni file estraneo
wp core verify-checksumsElenca i file PHP modificati negli ultimi 30 giorni
find . -name '*.php' -mtime -30 -ls | head -50
Cosa non basta fare
- Cancellare il file. Se resta la porta di ingresso che lo ha creato, torna: nei casi trattati da WPsec.it la ricomparsa avviene di solito entro ore.
- Cambiare la password di amministratore. Una webshell lavora sui file, non passa dal login.
- Ripristinare un backup recente. Se il backup è successivo alla compromissione contiene già il file.
Cosa fare
- Non cancellare nulla prima di aver fatto una copia integrale di file e database: serve a capire da dove è entrato.
- Cerca tutti i file creati o modificati nella stessa finestra temporale del file trovato: le webshell arrivano quasi sempre in gruppo.
- Controlla .htaccess in ogni directory: spesso contiene la regola che rende il file raggiungibile.
- Chiudi il vettore di ingresso, non solo l'artefatto: plugin o tema vulnerabile, credenziali FTP, altro sito sullo stesso account.