Redirect verso domini in stile giapponese solo per chi arriva da Google
Se il sito si apre normalmente digitando il dominio ma reindirizza a pagine di spam quando ci si arriva da un motore di ricerca, il codice sta distinguendo i visitatori in base alla provenienza: si chiama cloaking. È il motivo per cui il proprietario di un sito colpito dallo spam giapponese spesso non vede nulla di anomalo, mentre Google indicizza centinaia di pagine che non ha mai creato.
Famiglia: Japanese keyword hack, cloaker con redirect · Anche noto come: japanese keyword hack, spam giapponese, SEO spam giapponese · Aggiornato il 30 agosto 2026
Le stringhe esatte
Se hai trovato una di queste stringhe sul tuo sito, sei nella pagina giusta.
rakuten18jp.clickredirect solo da Googlespam giapponese
Dove si trova
- Nel .htaccess, con una regola condizionata al referrer o allo user agent
- In un file PHP che si aggancia all'avvio di WordPress e decide se reindirizzare
- In un plugin o in un file di tema modificato, spesso insieme a pagine generate dentro le cartelle di upload
Cosa fa
- Serve contenuti diversi a seconda di chi chiede: visitatore diretto, visitatore proveniente da un motore, oppure crawler del motore stesso.
- Consente al sito di continuare a sembrare sano al proprietario mentre viene usato per posizionare pagine di spam.
- Produce nell'indice del motore un gran numero di pagine con titoli in lingua straniera che il proprietario non ha mai pubblicato.
Come verificare
Comandi di sola lettura: non modificano nulla. Sostituisci ESEMPIO.it con il tuo dominio ed esegui dalla radice del sito.
Confronta la risposta a una richiesta normale e a una con provenienza Google
curl -s -o /dev/null -w 'diretto: %{http_code} %{redirect_url}\n' https://ESEMPIO.it/ ; curl -s -o /dev/null -w 'da Google: %{http_code} %{redirect_url}\n' -e 'https://www.google.com/' https://ESEMPIO.it/Chiedi la pagina fingendo di essere il crawler di Google
curl -s -A 'Mozilla/5.0 (compatible; Googlebot/2.1; +http://www.google.com/bot.html)' https://ESEMPIO.it/ | head -40Controlla quante pagine il motore conosce rispetto a quelle che hai pubblicato
Cerca site:ESEMPIO.it su Google e confronta il numero con le pagine reali del sito
Cosa non basta fare
- Aprire il sito e constatare che funziona: è il visitatore a cui il cloaker mostra la versione pulita.
- Rimuovere le pagine di spam dall'indice con lo strumento di rimozione URL: senza togliere il codice, vengono rigenerate.
- Ripristinare un backup: se il backup contiene già il cloaker, riparte tutto.
Cosa fare
- Verifica sempre con provenienza e user agent diversi: è l'unico modo per osservare il comportamento reale.
- Controlla Search Console: le pagine indicizzate che non riconosci sono la misura dell'estensione del problema.
- Dopo la pulizia chiedi una nuova scansione al motore e verifica che le pagine di spam escano dall'indice.