php.tool.seo.wp: lo strumento di spam SEO dentro il tema
php.tool.seo.wp è la firma di uno strumento di spam SEO per WordPress: codice che inserisce nelle pagine link o contenuti destinati ai motori di ricerca e non ai visitatori, spesso mostrandoli solo quando la richiesta arriva da un crawler. php.bkdr.seo.cloak è la variante che il fornitore classifica come backdoor con funzione di cloaking. Nel corpus di misura di WPsec.it dell'agosto 2026 compare su 7 siti WordPress e 3 server, con il 100% dei file dentro l'installazione: il 71% nel tema, il resto nella radice. La vita mediana prima del rilevamento era di 2 giorni, la più breve del corpus.
Famiglia: Strumento di spam SEO · Anche noto come: seo.wp, seo.cloak, bkdr.seo · Aggiornato il 1 settembre 2026
Le stringhe esatte
Se hai trovato una di queste stringhe sul tuo sito, sei nella pagina giusta.
php.tool.seo.wpSMW-BLKH-SA-CLOUDAV-php.tool.seo.wpphp.bkdr.seo.cloakphp.bkdr.seo
Dove si trova
- Nel tema attivo nel 71% dei casi, di solito in functions.php o in un file aggiunto accanto
- Nella radice del sito nel 29%: index.php o wp-config.php con codice in testa
- Mai fuori dall'installazione: lo strumento deve essere eseguito a ogni pagina per iniettare i contenuti
Cosa fa
- Aggiunge alle pagine link verso siti di terzi, testi in altre lingue o intere pagine nuove, che compaiono nei risultati di Google con il tuo dominio.
- Distingue i visitatori dai crawler: a te la pagina sembra normale, a Google no. È il motivo per cui il problema emerge dalla Search Console o dai clienti, non dal browser.
- Consuma la reputazione del dominio: i risultati spam sostituiscono i tuoi e la revisione richiede tempo.
Come verificare
Comandi di sola lettura: non modificano nulla. Sostituisci ESEMPIO.it con il tuo dominio ed esegui dalla radice del sito.
Confronta cosa vede Google con cosa vedi tu
diff <(curl -sL -A 'Mozilla/5.0' https://ESEMPIO.it/ | grep -oE '<a [^>]*href="[^"]+"' | sort -u) <(curl -sL -A 'Mozilla/5.0 (compatible; Googlebot/2.1; +http://www.google.com/bot.html)' https://ESEMPIO.it/ | grep -oE '<a [^>]*href="[^"]+"' | sort -u)Cerca nel tema il riconoscimento dei crawler
grep -rn --include='*.php' -iE 'HTTP_USER_AGENT.*(googlebot|bingbot|yandex|baidu)|(googlebot|bingbot).*HTTP_USER_AGENT' wp-content/themes/ . 2>/dev/null | headCerca nelle pagine indicizzate da Google contenuti che non hai scritto
echo 'Apri nel browser: https://www.google.com/search?q=site:ESEMPIO.it e scorri oltre la prima pagina'
Cosa non basta fare
- Rimuovere i link dalle pagine con un plugin: lo strumento li reinserisce a ogni caricamento.
- Cambiare tema senza controllare la radice: nel 29% dei casi il codice sta in index.php o wp-config.php.
- Chiedere a Google la rimozione dei risultati spam prima di aver tolto lo strumento: la revisione fallisce e ritarda quella successiva.
Cosa fare
- Sostituisci i file del tema con l'originale del fornitore e controlla index.php e wp-config.php riga per riga.
- Ripeti il confronto fra la vista utente e la vista crawler dopo la pulizia: è il test che dice se lo strumento è davvero sparito.
- Nella Search Console, elimina dall'indice le pagine spam e richiedi la revisione se c'è un'azione manuale.
- Cerca il vettore di ingresso e gli altri artefatti: lo strumento SEO è il carico, non la porta.