Quanto costa davvero un sito infetto: il calcolo che nessuno fa prima
Il prezzo della bonifica è la voce più piccola del conto. Fatturato perso, SEO danneggiata, blacklist Google, ore interne, clienti persi: il conto completo di una compromissione WordPress, voce per voce, con il metodo per stimarlo sul tuo caso.

Quando un titolare valuta il servizio di bonifica, il confronto mentale è quasi sempre fra il prezzo della pulizia e zero. Questa aritmetica è sbagliata alla radice, ed è la ragione per cui tanti siti restano infetti settimane mentre perdono denaro ogni giorno.
La frase da tenere a mente è: il malware non ti costa quello che paghi per toglierlo, ti costa quello che produce finché resta.
Il conto completo, voce per voce
Ecco le voci che emergono sistematicamente nelle compromissioni che trattiamo. Gli importi sono intervalli realistici per una piccola azienda italiana con un sito che vende o genera lead; adatta i moltiplicatori al tuo caso.
Costi diretti immediati
| Voce | Intervallo tipico | Note |
|---|---|---|
| Bonifica tecnica professionale | 200-600 EUR | Prezzo fisso nei servizi seri, variabile se fai-da-te in ore interne |
| Ore interne di gestione dell'emergenza | 300-1.500 EUR | Titolare o dipendente che smette il proprio lavoro per gestire il caos |
| Consulenza legale / notifiche GDPR | 0-2.000 EUR | Se dati personali risultati accessibili, obbligo di valutare la notifica al Garante |
La terza voce è quella che sorprende tutti: un sito che raccoglie lead, ordini con dati di pagamento gestiti male, o iscrizioni newsletter con dati personali, espone a obblighi di valutazione del rischio che vanno documentati. Non serve il peggioramento dello scenario per avere costi amministrativi.
Perdite di fatturato durante l'incidente
Questa è la voce dominante, e si calcola così:
Fatturato giornaliero dal sito x giorni di impatto x tasso di recupero mancato
Due precisazioni importanti. Primo: i "giorni di impatto" non sono solo i giorni di sito offline. Includono i giorni in cui il sito è online ma compromesso: redirect verso spam, pagine sostituite, checkout manipolato. Un e-commerce con redirect mobile verso pagine truffa può continuare a "funzionare" perdendo metà delle vendite mobili senza che nessuno se ne accorga subito. Secondo: il tasso di recupero mancato è reale. I clienti che trovano il sito bloccato o sospetto non tornano il giorno dopo: una quota, tra il 20 e il 50 percento a seconda del settore, compra altrove definitivamente.
Danni SEO e pubblicitari
- Blacklist Google: se Safe Browsing segnala il sito, il traffico organico crolla del 90 percento circa finché la rimozione non è completata e verificata. Anche dopo la bonifica, il recupero pieno delle posizioni richiede settimane.
- Google Ads sospeso: la politica "software dannoso" sospende l'intero account, non la singola campagna. La riattivazione richiede bonifica documentata e revisione, spesso 1-3 settimane di pubblicità azzerata proprio nel periodo in cui ne avresti bisogno.
- Posizionamento eroso: pagine spam indicizzate, redirect rilevati, contenuto duplicato creato dall'attaccante: la pulizia serp richiede monitoraggio e disavow mirati.
Costi differiti (i più sottovalutati)
- reinfezione se la bonifica è stata superficiale: il doppio conto, tecnico e di reputazione
- clienti agenzia che rescindono dopo l'episodio
- tempo speso nelle prossime settimane a controllare ossessivamente il sito
- prezzo psicologico: molti titolari dopo un hack investono in sicurezza fai-da-te casuale più di quanto avrebbe costato un hardening professionale fatto subito
Un esempio numerico onesto
E-commerce regionale, WooCommerce, 40 ordini/giorno con carrello medio di 80 EUR, redirect spam mobile attivo per 25 giorni prima del rilevamento:
- fatturato mobile perso: circa il 35 percento del canale per 25 giorni = circa 8.000-12.000 EUR
- Ads sospeso per 14 giorni = 2.000 EUR di fatturato assistito perso
- blacklist Google: traffico organico a zero per 20 giorni = 1.500 EUR stimati
- bonifica professionale: 250 EUR
- ore interne: 40 ore = 800 EUR
Totale danno: oltre 12.000 EUR. Quota bonifica sul totale: meno del 2 percento. Nessuna di queste cifre è esagerata: sono moltiplicatori conservativi di scenari che vediamo regolarmente.
Il rovesciamento utile: la prevenzione come acquisto
Una volta visto il conto completo, la domanda giusta non è più "quanto costa bonificarsi" ma "quanto vale ridurre la probabilità e la durata dell'incidente". E qui i numeri cambiano prospettiva:
- un piano di manutenzione con aggiornamenti gestiti e scansioni periodiche costa da 39 EUR/mese: meno di un singolo giorno di fatturato perso nella maggior parte degli scenari
- l'hardening una tantum riduce drasticamente i vettori più comuni
- i backup verificati trasformano lo scenario peggiore da "settimane" a "ore"
La prevenzione si compra al dettaglio; l'emergenza si paga all'ingrosso.
Come stimare il tuo rischio in dieci minuti
Prendi carta e penna e rispondi:
- Fatturato o valore dei lead generati dal sito, al giorno?
- Quanta parte passa da traffico mobile? (i redirect spam colpiscono prima il mobile)
- Hai campagne Ads attive? Qual è il loro contributo?
- Quanti giorni passerebbero prima che qualcuno noti un redirect o una pagina alterata?
- Ultimo backup verificato (cioè testato con un ripristino vero): quando?
- Versioni di core, plugin e temi: aggiornate entro quante settimane?
Le risposte 1-4 stimano il costo potenziale; le risposte 5-6 stimano la probabilità. Incrocia i due numeri e avrai una valutazione del rischio più onesta di qualunque preventivo ricevuto a freddo.
Se il risultato ti convince che la prevenzione conviene, i punti di ingresso sono la pagina sulla sicurezza WordPress, i piani di continuità con prezzi pubblici e la guida sull'hardening essenziale. Se invece sei già dentro l'incidente, la pagina sulla rimozione malware WordPress descrive cosa include la bonifica con prezzo fisso, e qui trovi cosa fare nelle prime ore e come uscire dalla blacklist di Google.
Un sito piccolo, con poco traffico, rischia davvero questi danni?
Il fatturato perso scala con il traffico, ma molte voci del conto no: ore interne, GDPR, blacklist, Ads sospeso e reinfette colpiscono allo stesso modo. Paradossalmente i siti piccoli soffrono di più perché hanno meno margini per assorbire il down time.
L'assicurazione cyber copre questi costi?
Alcune polizze coprono parte dei danni da attacco informatico, con franchigie, esclusioni e obblighi di mitigazione. Leggere le clausole prima dell'incidente è fondamentale: molte richiedono misure minime di sicurezza documentate, che diventano decisive in fase di liquidazione.
Posso ridurre i costi facendo da solo la bonifica?
Puoi tentarla se hai competenze sistematiche e tempo. Nel nostro bilancio però conta anche il costo opportunità: le ore che il titolare passa sui log sono ore tolte alla vendita. E una bonifica parziale che si reinfetta raddoppia tutto.
Quanto dura in media un incidente se gestito bene?
Con backup verificati e accesso completo: 24-72 ore fino al ripristino, 2-4 settimane di monitoraggio. Senza backup né diagnosi: settimane, con rischio concreto di reinfezione. La differenza fra i due scenari è quasi tutta preparazione precedente.
Scritto dal team WPsec.it
Team WPsec.it
Bonifica malware, hardening, performance e manutenzione WordPress.
Guide per sintomo
Il tuo sito ha un sintomo preciso? Parti dalla guida giusta.
Ogni compromissione WordPress lascia segnali diversi. Queste guide spiegano cosa fare nelle prime ore, cosa non toccare e quando serve una bonifica con analisi del vettore d'ingresso.
- Sito WordPress hackerato
- Malware WordPress: sintomi e cause
- Rimozione malware WordPress
- Redirect spam da mobile
- Pharma hack
- Japanese keyword hack
- Hosting sospeso per malware
- Google segnala sito ingannevole
- Google Ads blocca il sito
- Protezione DDoS
- Audit di sicurezza
- Servizio bonifica malware
- Analisi forense
- Prezzi e garanzia
Continua a leggere
Articoli correlati.

Ripristinare un backup dopo un hack: quando è la scelta sbagliata
Il ripristino del backup è il primo consiglio che ricevi dopo un hack. Nella maggior parte dei casi reali è la decisione più costosa. Ecco quando funziona, quando no, e come farlo senza reinfettare il sito.

Utenti admin sconosciuti WordPress: cosa fare subito
Trovato un admin WordPress che non hai creato? Verifica backdoor, utenti, log e database prima di rimuoverlo in sicurezza.

Hosting sospeso per malware WordPress: cosa fare prima di chiedere la riattivazione
Come gestire un hosting sospeso per malware, spam o abuso su WordPress: evidenze, backup, bonifica, comunicazione al provider e rientro online.